Chi sono

Chi sono? Bella domanda, talmente bella che alla fatidica frase introduttiva «parlaci un po’ di te» me ne scapperei a gambe levate. Per questa about page facciamo così: conto fino a dieci e poi smetto di nascondermi. […] 8,9,10, let’s go!

Mariateresa Papa – Web editor & content writer

Sono io nella mia versione realistica, assorta nei pensieri

Mariateresa – non Maria Teresa (!) – è il ‘brevissimo’ nome scritto sulla mia carta d’identità e sul mio passaporto, ma quando sento il bisogno di accorciare i tempi e le distanze sono Maty e nulla più, una ragazza pugliese curiosa di professione, con “la testa per aria”, il cuore dappertutto e il vizio di credere nel potere delle parole, della creatività e delle possibilità.

Orgogliosa erede degli anni ’90, sono cresciuta con Pino Daniele nelle orecchie e la danza del mare negli occhi, per poi essere folgorata dall’animo romantico e ribelle di Pacey e dalle meches color rubino di Cesare Cremonini (a conti fatti è stato lui il primo a cui ho promesso amore eterno).

Per il mio fidanzato sono spesso ‘il piccio’ in persona, per mia madre ‘la ragazza che mette sempre i puntini sulle i’. Ai miei occhi sono semplicemente un frullato di caos, fragilità e imperfezioni, ma li difendo a braccia conserte per non disperderli altrove.

Il tuo problema è che hai sempre la testa per aria, non ti ricordi più come si atterra ma non ha importanza.
Cesare Cremonini

Cosa faccio (e cosa troverete nel mio rainbow blog)

Creo, scrivo ed esploro: tra i vicoli di questo blog arcobaleno incontrerete manciate di creatività, emozioni e riflessioni su carta virtuale, ricordi e desideri di viaggio.

Mi lascerò distrarre dalla vetrina di un negozio vintage; da bancarelle e mercerie piene di colori, cotoni e nastri di ogni tipo; dalle pagine di un prontuario di punteggiatura che mi ricorderà uno dei motivi per cui amo la lingua italiana.

Tra un dubbio amletico e l’altro, sognerò di ballare coreografie hip hop, di indossare coroncine di fiori e pantaloni a zampa con cui vagare spensierata per le strade di una California hippie e assolata, di entrare in contatto con una tribù di Indiani d’America e ringraziarli per essere stati la primissima fonte di ispirazione per i miei gioielli artigianali dal pattern tribale.

Sono io nella mia versione hippie e romantica

Se non doveste riconoscermi, vi basterà scorgere un paio di jeans a vita alta abbinato a una camicia oversize multicolor anni ’80, mentre girovago tra mercatini dell’usato di ogni città alla ricerca della bellezza dimenticata (forse per errore) dagli altri.

Che io sia a spasso per la mia Puglia o in viaggio verso tutti quei luoghi che esplorerò con cuore e mente aperti, ci ritroveremo sempre qui, tra i vicoli di un blog color tramonto chiamato #bohorocksoul.

Vincenzo Coppolecchia – Web designer & front-end developer

bohorocksoul, about page

Un nerd dalle radici pugliesi, il sorriso ipnotico e la passione sfrenata per sneakers e musica rap, quella che risuona nelle cuffie mentre sogna di essere a New York e scrive codici HTML con cui crea siti bellissimi e funzionali. È lui che ha reso possibile questo on the road chiamato bohorocksoul.com, traducendo i miei desideri e il mio amore per i tramonti in un layout grafico dai toni rosa e azzurro come quelli di uno dei più belli ammirato a Trani mano nella mano.

Questo blog ha due cuori instancabilmente curiosi che amano contaminarsi a vicenda: il mio (per lo più irrazionale) fatto di parole e colori, il suo (razionale quanto basta) fatto di tecnica, ottimizzazioni SEO e pennellate millimetriche sulla tela bianca dello schermo di un PC.

Altro che semplice Instagram husband.

Perché lʼennesimo blog

Il motivo per cui ho deciso di creare il mio profilo Instagram e il blog ha molto a che vedere con la ragione per la quale creo, scrivo, viaggio e amo – quelle tantissime cose di cui sotto – e con un percorso di evoluzione e messa in discussione partito tanto tempo fa: concedersi una possibilità. La possibilità di prendermi cura di me, di uscire allo scoperto, di raccontarmi, di costruire sinergie bellissime.

Dovremmo farlo tutti.

(/boho·rock·soul/): perché bohorocksoul

Il rainbow blog di bohorocksoul

Perché gli inglesismi fanno gola a chiunque, e poi è difficile da ricordare esattamente come lo è il mio nome alla prima stretta di mano. Dovevo essere coerente almeno una volta nella vita, no?

Ironia a parte, la verità è che questo nome, scelto anni fa per il profilo Instagram, riflette il motto che da sempre accompagna la mia idea di amore per se stessi: segui lo stile della tua anima (follow your soul style). La mia è così: un po’ bohémien, un po’ rock, un po’ vintage, sicuramente colorata, ed è grazie a lei se sono qui.

Curiosità: cosa amo (e cosa odio)

Maty

Amo (tantissime cose). L’arcobaleno, le parentesi, le passeggiate della domenica per la Murgia, le patatine Più Gusto (rigorosamente dal sapore vivace), le ciambelle ripiene di nutella, il rumore del phon. Le parole trattate con cura, Pocahontas, la gentilezza, la pizza, la pasta col tonno. Una serie turca scoperta per caso, cantare, scrivere di notte, sperare, pensare.

Odio (tantissime cose). I luoghi comuni, le etichette, i pregiudizi e i giudizi non richiesti, le aspettative, la costante caccia all’errore (altrui), la superficialità, il rumore delle parole maltrattate e scaraventate, gli hashtag e le regole grammaticali usati a casaccio, i film horror, l’umidità che rende i miei capelli impresentabili, sentirmi inadeguata. La chimera della perfezione, il tempo che scorre troppo velocemente, il minestrone, la cannella, la pioggia imprevista, non avere (guarda caso mai) nulla da indossare, il buio invernale delle 16:30, le pianificazioni a lunghissimo termine, i countdown per Natale quando si è appena a settembre, pensare troppo.

Vincenzo

Ama la carbonara, dormire fino a tardi e chi ascolta invece di sentire solamente (in questi casi ricambia sempre). Odia le cose fatte in maniera approssimativa e frettolosa, la saccenza e le cattiverie gratuite.

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